Toledo e il cinema

Una delle ultime città-fortezze sopravvissute al trascorrere impietoso del tempo, che conserva ancora intatto il suo patrimonio architettonico insieme alla sua memoria storica.

Non vi è alcun dubbio che Toledo rappresenti uno sfondo perfetto per ricreare un’ambientazione d’epoca o girare un documentario storico.

Il debutto della città sul grande schermo ha svelato al mondo intero i mille volti di Toledo, facendosi portavoce, il cinema, della sua presenza nel mondo delle arti.

El fabuloso mundo del circo (1964)

Negli anni in cui i vari Sergio Leone, Ducio Tessari, Lucio Fulci o Umberto Lenzi facevano la concorrenza a Hollywood, con i loro spaghetti-western girati tra le terre di Almería, Samuel Bronston colse i vantaggi che offriva la Spagna da un punto di vista cinematografico, per la fedeltà dei paesaggi naturali e urbani e le forti agevolazioni pubbliche.

Dalle sue mani di abile produttore uscirono numerosi film poi divenuti immortali. Ma proprio con la riproduzione della vita circense ne El fabuloso mundo del circo, Samuel Bronston riuscì a portare sulle sponde del Tago John Wayne, Claudia Cardinale e Rita Hayworth a girare sotto l’abile regia di Henry Hathaway.

Viridiana (1961)

Luis Buñuel si innamorò di Toledo negli anni ’20, quando veniva spesso in questa città insieme ad altri compagni nella Residenza degli studenti: Salvador Dalí, Federico García Lorca, Rafael Alberti...

Insieme andavano alla scoperta della città, dei suoi angoli più segreti, delle sue taverne, del suo fascino. Interpretano alla propria maniera la "noche toledana" quando, dopo aver dato vita alla Orden de Toledo, una parodia con cui Luis Buñuel per 13 anni riunisce numerosi artisti che si prendono gioco delle logge e degli ordini ecclesiastici, vivono ogni notte come se fossero autentici toledani.
Al termine di una di queste leggendarie serate, il regista spagnolo stava girovagando da solo per le vie di Toledo quando il suo errare lo porta a baciare la statua distesa del cardinale Tavera;
questa stessa scena viene ricreata dal regista in Viridiana, con Catherine Deneuve che bacia la statua del cardinale nel suo mausoleo. Così come la stessa citazione macabra alle teste tagliate, rappresentata sullo schermo dal capo di Don Lope. Una quantità tale di dettagli, che sin dai primi titoli di testa permette a Toledo, immancabilmente ritratta di notte, di esprimere tutto il suo fascino. Come detto, quasi sempre di notte.

No desearás al vecino del 5º (1970)

Anche il cosiddetto fenomeno del landismo, dal nome dell’attore spagnolo Alfredo Landa, bevve alle acque del Tago, e benché altri film, molti dei quali contemporanei, si accostarono a questa città, in questa sede riteniamo opportuno soffermarci sulla figura dello stilista interpretato da Alfredo Landa, che attraversa plaza? Zocodover con la sua chioma ossigenata, facendo sospirare più di una cliente o vicina.

Il personaggio di Alfredo Landa, come tutti i ruoli interpretati in questa fase della sua carriera, effettivamente sospirava per il fascino del suo vicino, quello del 5º piano (il titolo originale No desearás al vecino del 5º significa infatti Non desiderare il vicino del 5°), che a sua volta è rapito dal pensiero di una principessa immaginaria, cosicché la gelosia dei mariti delle clienti del protagonista sono del tutto infondati, ma nessuno riesce a scoprire cosa si nasconde dietro i suoi sospiri e le sue passeggiate.

La scenografia naturale di questa città, fino alla “fuga” del protagonista a Madrid, rappresenta probabilmente uno dei punti di forza del film, fonte di ispirazione per i suoi stessi produttori.

La nona porta (1999)

Probabilmente una delle più cinematografiche tra le opere di Arturo Pérez-Reverte per il ritmo narrativo rapido e oscuro, è indubbiamente anche la più difficile da girare (con la sola eccezione dei titoli dell’epoca), in quanto presupponeva uno straordinario sforzo per individuare adeguate location, sia interni che esterni, nonché per la rappresentazione fedele dell’atmosfera che trasuda di storia, morte e tradimento sotto la dolce fragranza emanata dai negozi di libri antichi.

I momenti chiave nella narrazione sono ambientati a Toledo e, nonostante i problemi tecnici con il montaggio finale a causa dei quali alcune scene furono tagliate, gli abitanti di Toledo ebbero la possibilità di vedere tra le viuzze del centro storico e nei paraggi della stazione dei treni la troupe di Roman Polanski riprendere le imprese di Dean Corso, interpretato da Johnny Depp.

Per questo stesso film furono utilizzati per le scene da interno anche alcuni alberghi della città, solenni e maestosi secondo la precisa volontà del regista.

Lázaro de Tormes (2000)

Uno tra i personaggi più internazionali della letteratura spagnola, non poteva mancare una versione cinematografica del Lazarillo de Tormes, che è stato portato sul grande schermo in più di una occasione.

L’ultima in ordine cronologico è quella firmata dal maestro spagnolo Fernando Fernán-Gómez, girata quasi interamente a Toledo, città che diventa una protagonista aggiunta del film, al di là di essere lo sfondo dell’intera vicenda. Nell’epoca in cui fu pubblicato il romanzo (XVI secolo), Toledo era un palpitante punto di incontro di tre culture, quella cristiana, quella araba e quella ebraica.

Rafael Álvarez 'il Mago', Karra Elejarle, Francisco Rabal o Agustín González, ripercorsero i vicoli di Toledo in uno dei film in cui la presenza di questa città è più marcata.

Ti do i miei occhi (2003)

Pilar fugge in piena notte da casa, in un quartiere residenziale alla periferia di Toledo, portando con sé il figlio di otto anni. Cerca rifugio presso la sorella, restauratrice di opere d’arte che conduce una vita indipendente e parallela a quella del compagno scozzese, entrambi residenti nella parte storica di Toledo.

Ti do ai miei occhi è un film tenero e commovente, e al contempo vero e crudele, sul tema della violenza nei confronti delle donne in Spagna, girato interamente a Toledo, ambientazione che a detta della regista Iciar Bollaín “aggiunge con il proprio fascino artistico e il peso storico-religioso una dimensione in più a una storia di amore, paura, dominio e potere.”

Un film che ricevette numerosi riconoscimenti tra cui spiccano i 7 Premi Goya in occasione dell’edizione del 2004 della Notte del cinema spagnolo, ma che ha altresì offerto a Toledo la possibilità di rivelarsi il mondo intero come una città serena e tranquilla, esattamente come viene dipinto il suo centro storico, fonte di pace per la protagonista “perseguitata” , e di profonda ispirazione per lo stesso regista.

El Greco: il pittore di Dio (2007)

Non poteva mancare in questo breve elenco di riferimenti cinematografici uno dedicato al geniale artista 'toledano' che tanto prestigio ha dato alla pittura internazionale, elevando questa città a protagonista assoluta delle sue opere.

Numerosi sono stati i film dedicati a questo artista, ma in particolare l’ultimo in ordine cronologico, una co-produzione greco-ispanica terminata nel 2007, portò le telecamere a Toledo per girare la maggior parte delle scene chiave del film.

Benché il ruolo del pittore greco sia stato affidato a un attore inglese, sono diversi gli attori spagnoli, tra cui Juan Diego Botto o Laia Marull, che interpretano ruoli importanti in questo film.

Le 13 rose (2007)

Il filone del cinema storico trova nella città di Toledo uno dei suoi più grandi alleati dal punto di vista della produzione.

L’aspetto storico e monumentale che conserva la città, fa di Toledo un ambiente perfetto per progetti cinematografici che richiedano uno scenario che non abbia ceduto completamente il passo alla modernità; nel caso specifico de Le 13 rose, la vicinanza a Madrid insieme ai perfetti scorci per ricreare l’ambiente e l’atmosfera degli anni Trenta, erano esattamente i requisiti di cui aveva bisogno la produzione per garantire il realismo necessario al contesto storico e scenografico del film.

Al termine di sei giorni di rodaggio, la città di Toledo riuscì ad apportare al lungometraggio le scene da esterno ideali per raccontare l’epoca raccontata del film, che narra una storia di tre ragazze condannate a morte nei primi anni della guerra civile in quanto affiliate alle Gioventù Socialiste Spagnole.

La congiura dell’Escorial (2008)

Indubbiamente si tratta di una delle grandi produzioni degli ultimi tempi del cinema di carattere storico.

La necessità di trovare esterni e arredi di tipo classico in grado di riprodurre in maniera fedele la Spagna di Filippo II ha fatto di Toledo la candidata ideale per questo film, al di là del ruolo che questa città rivestì effettivamente nella storia.

L'Ospedale di Tavera, la porta di Bisagra, gli interni della Cattedrale o la dirimpettaia plaza del Ayuntamiento sono i luoghi prescelti dalla troupe per installare le telecamere e girare questo thriller storico interpretato da un prestigioso cast internazionale.

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