Porta di Bisagra

La sua costruzione risale al periodo di dominazione araba, epoca a cui risalgono alcuni reperti nel corpo interno. Il nome deriva dalla parola araba Bab-Shagra, che significa "porta della festa". La porta fu interamente ricostruita durante i regni di Carlo V e Filippo II, su direzione di Alonso de Covarrubias. È composta da due corpi distinti, divisi da una piazza d'armi.

Il monumentale corpo esterno consta di un arco di trionfo in pietra bugnata, coronato da un enorme stemma imperiale della città e con l'inconfondibile aquila bicefala, fiancheggiato da due grandi torrioni semicircolari in muratura, in cui sono raffigurati i sovrani in posizione seduta, simbolo del buon governo nell'iconografia medievale.

Il corpo interno presenta, invece, un arco a mezzo punto scortato da torrioni squadrati, a loro volta coronati da capitelli in ceramica che recano su un lato lo stemma imperiale di Carlo V, e motivi a scacchiera sugli altri.

Il carattere monumentale più che difensivo della porta risulta evidente dall'inversione delle vie d’uscita poste quasi al livello del suolo, nonché dai conci in bugnato che coronano le torri.

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