Convento di San Domenico Antico

Primo convento autorizzato all’interno della cinta muraria, il convento fu fondato da Alfonso VI in seguito alla conquista di Toledo. L'attuale tempio del convento cistercense di San Domenico di Silo fu eretto nel 1577, in stile manierista-rinascimentale, secondo il progetto originario di Nicolás de Vergara, successivamente modificato da Juan de Herrera. La tradizione narra che qui sorgeva un monastero già ai tempi di San Ildefonso.

La chiesa, a navata unica e pianta a croce latina, presenta una cappella sul lato dell'epistola, che attraverso una grata comunica con la magnifica Sala Capitolare. Esattamente ai piedi della grata, che separa l'attuale coro dal resto della chiesa, da una vetrata è possibile vedere la cripta dove si trovano le probabili spoglie di El Greco. In fondo al coro, nel muro che lo divide da quello delle suore, si trova il comulgatorio rinascimentale a forma di retablo.

Una piccola finestrella consentiva alle suore di clausura di ricevere la comunione senza essere viste dal resto della comunità. Fu proprio per il progetto degli altari e delle opere pittoriche che decorano il convento che il canonico Don Diego del Castillo invitò il pittore cretese a recarsi in Spagna. Ai nostri giorni sono giunte solo tre opere originali, i due San Giovanni dell'altare maggiore e la Resurrezione davanti a San Ildefonso dell’altare laterale.

L'antico coro e l'ante coro danno vita a un vero e proprio museo, con diversi retabli, sculture sia in legno che in pietra, lastre sepolcrali trasferite al convento dopo la riforma, manufatti d'oreficeria e liturgici. Tra i pittori che qui hanno lavorato spiccano i nomi di Eugenio Cajés, Correa de Vivar e Sánchez Cotán.

In fondo al museo è possibile ammirare lo splendido sepolcro gotico di Juan Alfonso de Ajofrín del Trecento. Qui sono inoltre conservati numerosi atti del convento, completi di raccoglitori, e i contratti originali firmati dal pittore cretese.

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